Pellè e Zaza Rigori Euro 2016 Francia

Queste immagini rimarranno impresse per anni nella nostra mente ed è un gran peccato ci rimangano solo le ultime e con le emozioni più cariche (negativamente). Peccato perché questi due ragazzi e tutta la squadra hanno dimostrato cuore e grinta da vendere ma la nostra mente funziona c0sì purtroppo, pensa ad esempio ad un viaggio: puoi fare un volo in aereo ottimo e tranquillo ma se l’atterraggio è molto brusco, cosa racconterai ai tuoi amici ? Proprio del brusco atterraggio di cui ti ricorderai sopra ogni cosa… non è così?

Quindi, sono stati sfortunati Pellè e Zaza ? Può essere, oppure no.

Sbagliare un rigore è una cosa che ci può stare, sbagliarne 4 molto meno, sono i dati che lo dicono.

Ma la cosa che mi ha fatto riflettere e analizzare 2 di questi 4 rigori sbagliati è il come Pellè e Zaza hanno sbagliato il rigore ad Euro 2016 e non alla partitella di allenamento.

Si perché, in allenamento, li mettevano tutti e per arrivare in nazionale a giocare ad Euro 2016 Pellè e Zaza devono di certo aver mostrato a Conte, e l’hanno fatto pure a con noi in TV, doti tecniche ed atletiche elevate correndo sempre e facendo cose egregie; diciamoci la verità ci hanno stupito in positivo e non poco; un esempio è, chi conosceva Pellé prima d’ora? Pochi e vederlo giocare così bene e dare tutto per la nazionale ci ha riempito di gioia e di orgoglio, perché è bravo (punto).

Sbagliare è umano eccome, ma c’è un punto, grande e dolente, che si divide in due aspetti: COME hanno sbagliato ?
 
Parte 1 – Preparazione mentale
E’ fuor di dubbio che siano bravi tecnicamente, Zaza addirittura messo li apposta per fare quello che professionalmente sa fare meglio di Chiellini, calciare un rigore e che entrambi siano preparati fisicamente a fare il loro lavoro, di questo si tratta, il calciatore.
MA cosa non è andato è qualcosa di tecnico ? di fisico ? oppure, come sempre accade nelle performance ad alto livello on ogni settore, è un fattore mentale ed emozionale che influenza il risulato finale ?
L’ERRORE ALL’ORIGINE
Molti direbbero, ora che hanno fatto un clamoroso errore (in mondo visione, con un atteggiamento pre calcio di rigore molto discutibile) ed ora, dopo che l’hanno commesso, hanno bisogno di un Mental Coach per RI-MOTIVARSI.
AHN, errore! Questo è un punto di vista da perdente e miope, lascia che ti spieghi il perché.
Molti atleti, imprenditori e manager con cui lavoro hanno capito una cosa fondamentale quella che fa la differenza nel vincere o perdere le sfide con se stessi: l’allenamento mentale non serve a chi “ha problemi” (serve anche a loro certo) ma serve a chi vuole ottenere risultati TOP nella propria vita.
Per farlo c’è bisogno di allenarsi, soprattutto dal punto di vista mentale PRIMA di fare le tue performance proprio per arrivarci PRONTO, al tuo meglio in quel momento e non impaurito, teso, preoccupato, scazzato, sbruffoneggiando o con qualsiasi altro stato emotivo e mentale NON utile alla performance che stai andando a fare.
 Troppi oggi ancora pensano di NON avere bisogno di prepararsi mentalmente per dare il loro meglio; conosco atleti molto bravi dire che a loro “non serve” o imprenditori che suggeriscono ad amici imprenditori che ritengono più “deboli” di contattare un Mental Coach e loro non ritengono di averne bisogno; può essere per carità.
Ma siamo sicuri ? Ad esempio Pellè e Zaza sono deboli ? No di certo.
Sono al top. Come hanno affrontato quel rigore ?
Perché è utile a loro come a tutti allenarsi mentalmente ?
Hanno bisogno di preparasi per rimanerci al TOP e per andare oltre, e l’allenamento fisico ed atletico, al giorno d’oggi per ottenere il massimo in ogni gara non basta più. E’ sotto gli occhi di tutti.
Di sicuro sono più “fortunati” quelli che hanno scelto di allenarsi mentalmente, perché:
non lasciano nulla al caso, preparano tutto ciò che possono preparare e sanno cosa fare, come farlo e quando farlo e per questo non vanno nel pallone quando le cose si fanno più dire del previsto perchè sanno gestire se stessi in condizioni dure ed questo si trasforma in vantaggio competitivo rispetto a chi ancora non lo fa e magari gioca contro di loro.
Questi rigori metaforicamente ci insegnano qualcosa.
E’ necessario prepararsi ad allenare il giusto atteggiamento e la giusta gestione emotiva, PRIMA delle sfide, non dopo che queste non sono andate come volevi, allora sarà tardi, i buoi sono scappati dalla stalla e tocca rincorrerli, che intendiamoci, se non hai altro da fare è bene farlo, sicuramente qualcosa lo riprendi, ma non era meglio prepararsi prima per arrivare PRONTO al tuo appuntamento importante con la tua sfida ?
Come sarebbe andata ? chi lo può sapere…ma la scelta di prepararti ORE tocca a te, perché stanne certo, il rigore della vita, primo o poi lo tirerai a che tu.
Parte 2 – Comportamento e conseguenze
Che cosa stanno facendo Pellè e Zaza prima di calciare il rigore ?
Alzi la mano chi non ha pensato, almeno per un momento: che caxxo fanno ? Sono matti ?
B’è non credo lo siano..ma l’emozioni, se non le hai allenate e gestite, fanno brutti scherzi, e da dove nascono ?
Proprio dalla nostra mente.
Per proseguire in questo argomento c’è una ultima cosa che mi ha fatto riflette, il nostro comportamento:
la nostra intenzione VS. l’interpretazione degli altri
Magari Pellè e Zaza avevano buone intenzioni nei gesti che hanno fatto prima di calciare il rigore ad Euro 2016 contro la Germania, faccio un atto di buona fede e glielo concedo ? Anche se credo non lo faranno mai più 😀
Ma qual’è stata la nostra percezione ? I meme su internet lo testimoniano in abbondanza, una serie di sfottò infiniti, nonostante questa squadra abbia dato il massimo, questi rimarranno.
E’ quello a cui dobbiamo fare attenzione: ci possiamo impegnare, fare il massimo, stupire positivamente MA se alle fine, chiudiamo con un comportamento che GLI ALTRI percepiscono come del caxxo allora ci ricorderanno per quello, e vanificheremo tutto o tanto di quel tutto.

Wikipedia dice: “Il comportamento è il modo di agire e reagire di un oggetto o un organismo messo in relazione o interazione con altri oggetti, organismi o più in generale con l’ambiente. Si tratta dunque dell’esternazione di un atteggiamento[senza fonte], il quale a sua volta si basa su una idea o una convinzione, più o meno realistica fino anche un pregiudizio. Il comportamento umano può essere conscio o inconscio, volontario o involontario, ed è strettamente collegato[senza fonte] al tipo o modello di personalità dell’individuo.”

Il comportamento, per fortuna, possiamo cambiarlo, sceglierlo, allenarlo e farlo nostro.

Che ci serva da lezione, a tutti noi, Buon allenamento per i tuoi risultati.
E comunque sempre, Forza Italia, Forza Azzurri e grazie Conte.