Il “segreto” che mi ha portato alle Olimpiadi

 

Conosco Stefania Zanussi durante un intenso percorso di formazione turistica e diventiamo amici; ebbene si sono un coach con l’anima da viaggiatore, una passione fortissima che vive dentro di me.

 

Scopro che ha partecipato alle Olimpiadi di Atlanta del 1996 e non intendo come pubblico ma come protagonista in campo, indossando niente meno che la maglia della nazionale della federazione italiana pallacanestro.

In tre lettere: WOW! Quanti tuoi amici hanno partecipato alle olimpiadi ? Per conoscere un atleta di questo livello ci vuole del…

della fortuna!

Io conosco lei e mi sento molto fortunato!

E’ una delle pochissime elette al mondo che ha raggiungo il più alto traguardo sportivo mondiale! Ha partecipato ai giochi Olimpici negli USA, meraviglioso!

 

Le ho fatto molto domande sulla sua vita da sportiva professionista ed è stato naturale parlare del mio lavoro, lei perché ha avuto grandissimi benefici dal coaching ed io perché adoro ascoltare persone che ottengono risultati eccellenti e capirne le strategie vincenti per sperimentare le stesse strategie con i miei clienti.


Non capita tutti i giorni di poterti confrontare sulle strategie mentali vincenti con una campionessa di pallacanestro di questo livello!

 

Fino al 1999 veste la maglia della Famila Schio (VI) ed è proprio in questo periodo che accade qualcosa di straordinario rispetto al passato, un cambio di passo che le consente un salto di carriera ancora più in alto.

 

Stefania sta per svelarci il suo segreto che aiuta sia chi fa sport ad ogni livello, sia chi ha una sfida lavorativa importante, sia chi vuole vivere meglio la propria vita di tutti i giorni: il mental coaching.

Proprio quello che ha usato la nostra campionessa, oltre 20 anni fa.

 

Ma come il coaching è conosciuto solo al 10% delle persone in Italia, non è una nuova disciplina “sperimentale” ? NO.

Esiste da oltre 20 anni, è consolidato, è strutturato, con milioni di casi di successo alle spalle. In USA ed Inghilterra chiunque utilizza un servizio di coaching. In Italia ha già dato grandissimi risultati negli anni e finalmente sta diventando noto a tutti.

 

Ora facciamo parlare lei.

 

“Ho iniziato ad allenare la mente nel 1993 grazie ad un lavoro di coaching con la squadra, utilissimo per me e per tutto il team.

Da quell’anno c’è stato un innalzamento pazzesco delle mie performance:

 

  • migliorate notevolmente le statistiche delle percentuali al tiro in generale ed in particolare quello dalla distanza
  • arrivavo velocemente alla massima concentrazione per un perfetto gesto tecnico
  • un notevole miglioramento caratteriale e nella gestione delle emozioni (ad esempio mantenendo il controllo e controllando la tensione, a maggior ragione quando ero sul palcoscenico del palazzetto)
  • il gruppo era molto più affiatato ottenendo ancora più condivisione e spirito di squadra
  • la nostra squadra ha espresso un potenziale fino a quel momento sconosciuto
  • recupero post traumatico rapido

 

E proprio questo miglioramento ha fatto si che sia stata chiamata in nazionale italiana dalla FIP.

 

Era il momento della selezione per gli europei ed ero in aria di convocazione in nazionale, quando mi feci male ad una caviglia e mi dovetti fermare.

 

Sembrava tutto perfetto, un sogno quasi realizzato ed invece, nonostante fosse la cosa che più volevo al mondo in quel momento, sono stata obbligata a fermarmi.

Potevo disperarmi o essere forte e riprendermi velocemente.

Onestamente non so se avrei avuto la stessa grinta, determinazione, concentrazione e tenacia nel recuperare bene e presto dall’infortunio senza il lavoro fatto con me stessa.

Il sogno era ancora vivo in me e proprio allora, perfettamente recuperata, arrivò la convocazione in nazionale e poi le Olimpiadi di Atlanta, è stata una soddisfazione enorme!!

Che cosa ha imparato concretamente dal coaching ?

Ho imparato come controllare le emozioni e gestirle in ogni situazione, come recuperare velocemente dall’infortunio, come motivarmi nelle partite più difficili, come allenare un tiro da tre perfetto ed ovviamente come gestire le emozioni di Stefania all’università, in famiglia e nella vita. Una cosa utilissima è stata il rilassarmi nei momenti di tensione e tornare in un attimo al mio stato interiore ideale.

 

Qual è stata la cosa più importante per te ?

Sicuramente il controllo delle emozioni.

Ho allenato molto anche il gesto tecnico, mi immaginavo i tiri perfetti e venivano così ma se “ti viene il braccino” non c’è allenamento mentale che tenga, sei in balia dell’emozione che vivi. Imparare a controllarle ed a gestirle mi ha consentito di sviluppare anche tutto il resto.

 

Cosa vuoi trasmettere a chi ti legge ?

Nonostante io abbia vissuto questi temi nel 1993 tutt’oggi sono ancora poco noti o scambiati per stregoneria.

In realtà si tratta di allenamento, di strumenti concreti, di conoscersi più approfonditamente,

allenando il muscolo più importante che abbiamo, il cervello.

 

Il coaching non sostituisce l’allenamento fisico, tecnico e tutti i sacrifici che un atleta di alto livello fa nella sua carriera, questi ci sono e ci devono essere. Ma senza una mentalità robusta e vincente difficilmente sarei riuscita a fare tutto ciò che ho fatto.

 

Quanto prima inizi un percorso di coaching personale e di team quanto prima ottieni risultati straordinari; essere una giocatrice olimpica è una cosa che ora fa parte di me e porterò sempre dentro, tutte le emozioni che ho vissuto non hanno prezzo.

Saper portare questi benefici anche nella vita di tutti i giorni, è stata un’ illuminazione che mi ha consentito di laurearmi molto più facilmente all’ISEF e fare tutte le tappe che mi hanno portato qui con molta meno fatica.

Certo non è una bacchetta magica, ci vuole allenamento come per ogni cosa che da risultati ma funziona perfettamente.“

Non so quanti tra noi possano partecipare alla Olimpiadi. Questo non importa.

Ognuno di noi può scegliere di vincere la propria “Olimpiade personale”, che sia nella vita o nel lavoro, possiamo allenarci per dare il nostro meglio, puntando a vincere la nostra sfida personale, allenandoci costantemente per vincere nella nostra vita.

Lo Sport è la più bella metafora di vita che io conosca.

Pensa un momento alla tua vita, a tuo lavoro o al tuo sport. Qual’è la sfida che vuoi vincere ?

Se ti va condividilo con un commento a questo articolo.

Grazie Stefy per avere condiviso emozioni, esperienza e suggerimenti utili per ognuno di noi.

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