Con il Mental Coach sei a cavallo

Ragazze e ragazzi, vorrei condividere con voi un’esperienza che ho vissuto recentemente.

Una di quelle situazioni impegnative e adrenaliniche che ti fanno sentire vivo.

Ho deciso di accettare una bella sfida: allenare mentalmente un cavaliere.

 

Ci troviamo a Montisi, nella provincia di Siena, uno dei posti più belli d’Italia.

Il cavaliere in questione è il giovanissimo Matteo Puddu di 23 anni, un ragazzo che come amatore, gareggia nella Giostra di San Simone per la Contrada del Castello.

 

I suoi avversari sono niente di meno che tre tra i cavalieri migliori d’Italia. Professionisti che da anni VINCONO sfoderando una collezione di ori da far invidia a chiunque.

 

Posso citare come esempio Carlo Farsetti, uno degli avversari di Matteo, che è stato 8 volte campione a Montisi e campione negli ultimi 4 anni consecutivi. Quali possibilità ha Matteo di VINCERE?

 

Pochissime se si affronta questa sfida con il passo sbagliato. MOLTE se si allena mentalmente, se vive questa competizione nel modo giusto.

Mettiamoci per un momento nei panni di Matteo.

Vincere questa gara è una sfida decisamente ambiziosa per Matteo e per me.

Dura partire così con tutta l’invisibile pressione del paese in cui sei nato, dei professionisti e della contrada capitanata da Marco Bichi che tanto l’ha voluto in sella dopo averlo cresciuto.

Allenato tecnicamente e fisicamente per questa che per Matteo è la gara della vita e del cuore.

 

Bello essere nel proprio paese ed avere il sogno di vincere per dimostrare a sé stesso di farcela ma come immaginate potesse vivere questa situazione ? E se non ce la fai ? Sei fuori!

 

Sia emotivamente che mentalmente è molto difficile, dicono che bisogna averci  “l’esperienza” per evitare di distrarsi o sentirsi più debole degli avversarsi, infatti è un attimo.

Peccato che gli esperti in gara siano proprio gli altri.

E quindi, che si fa?

 

Ma siamo sicuri che conti solamente l’esperienza per vincere ? ? ?

Guardalo negli occhi…

Decidiamo di lavorare insieme a pochi giorni dalla gara (di solito il lavoro è molto più lungo) ed ho visto Matteo fare cambiamenti importanti ogni giorno che passava e sentivo che era arrivato ad un ottimo livello.

Il lavoro è stato molto intenso, abbiamo sistemato vari fronti ed è stato molto bravo a mettere in pratica da subito ogni miglioramento.

Entra, è il suo turno, parte, sbaglia la prima, 0 punti, non era abituato a sbagliare la prima, MAI.

Lo vedo dagli spalti, un momento di esitazione in gergo tecnico si direbbe “sbarella”.

Poi noto dai dettagli di come si muove che mette in pratica ciò che abbiamo fatto e si rimette “in carreggiata”, si concentra e fa ciò che ha imparato per entrare in “peak state”, lo stato di grazia.

Grande!!

La seconda, la terza e poi la quarta, infilate magistralmente. Due professionisti escono, tra cui il più temuto. Rimangono in due lui e un campione aretino.

 

Secondo te come è andata a finire ?

 

Matteo HA VINTO!

Festeggiando in casa sua e sconfiggendo i più bravi d’Italia!

In campo c’era Matteo e lui ha vinto la gara, chiunque lo poteva vedere dal suo sguardo, aveva gli occhi della tigre; notavo ogni dettaglio, l’ atteggiamento mentale e la concentrazione allenati insieme erano assolutamente perfetti.

Non basta aver voglia di vincere, quella ce l’hanno in tanti, è fondamentale allenarsi mentalmente per vincere ed anticipare il successo.

Lavoro in vari sport e in aziende, ogni persona ed ogni realtà è unica.

Era la prima volta che lavoravo con un cavaliere ma una nuova disciplina non influenza il mio lavoro, anzi, mi stimola.

Non sono un allenatore tecnico, quello c’è già in ogni disciplina, io mi concentro sull’allenare la mente di atleti e professionisti qualsiasi sport o lavoro facciano, sulla persona e su come farle ottenere autonomamente i risultati voluti.

Spesso mi allineo e confronto con l’allenatore (o il capo in ufficio) ed insieme diamo il meglio.

Mi sono divertito moltissimo e devo dire grazie a Matte, abbiamo sognato insieme e si sà i sogni sono contagiosi e possono diventare realtà specie quando accadono prima nella nostra mente.

Goditi il VIDEO della giostra vittoriosa fatto da Foodie International e  metti in agenda di andare a Montisi (SI) per la Giostra di Simone.

 

Un grazie al fotografo Anthony Argentieri

Commenti (2)

  • Salve io vorrei tanto vincere le paure che mi imprigionano….guidare volare nuotare….praticamente mi limitano la vita ( eccetto camminare o andare treno il resto lo evito) …pero sono lontana in veneto pd ..quindi non so quanto costa e se si puo fare a distanza….???
    Grazie comunqueAldaM.

  • Salve Alda,
    la paura di volare è prima di tutto nella nostra mente (così come le altre paure).
    Ecco la pagina del blog dove si parla di questo argomento e di come lo risolvo: http://www.federicovillani.com/paura-di-volare-fobie-paure-bloccanti/
    La distanza ormai è un ricordo, utilizzo molto nel mio lavoro uno strumento di video comunicazione chiamato SKYPE, che funziona su computer, pc e tablet, ci si vede al monitor perfettamente ed è molto più veloce e pratico che ci persona.
    Basterà essere in una stanza tranquilla e con una connessione ad internet.
    Per ogni altra informazione mi contatti pure telefonicamente, così rispondo ad ogni sua domanda.
    Federico

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